Un ciclo pittorico per trasformare la risalita del Castello di Rivoli in uno spazio d’arte contemporanea

Quattro monumentali polittici, per un totale di 17 tele, nel collegamento tra il Castello di Rivoli e il centro città per creare un nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea.

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con la Città di Rivoli svela un nuovo progetto di Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983) che fa parte del nuovo programma di commissioni site-specific per lo spazio pubblico della risalita meccanizzata, impianto inizialmente progettato per collegare il centro storico della città al piazzale del Castello.

Chiuso dal 2011, il percorso è stato riqualificato e reso accessibile in aree specifiche così da essere fruibile dalla comunità e diventare uno spazio espositivo senza precedenti, atto ad ospitare nuove opere d’arte contemporanea, appositamente commissionate dal Castello di Rivoli e visitabili dal giovedí alla domenica, dalle ore 11:30 alle ore 18:30.

Il primo progetto è a cura di Stella Bottai. Giovedí 24 giugno alle ore 16:00 nel Teatro del Museo è organizzato un incontro con l’artista in conversazione con Leonardo Caffo, filosofo in residenza al Castello. Alle ore 16:45 e 18:45 sono inoltre previste delle visite speciali de Il ciclo de La Risalita con l’artista e il curatore. A causa dell’emergenza sanitaria in corso, il pubblico è ammesso in Teatro e alle visite in numero limitato. Si prega di prenotare contattando lo 011 9565 213 o scrivere a educa@castellodirivoli.org.

Ideato da Patrizio Di Massimo appositamente per gli spazi della risalita meccanizzata di Rivoli e le quattro stazioni che la connotano, Il ciclo de La Risalita (2020) è stato realizzato con la preziosa e laboriosa tecnica dell’olio su tela, ispirandosi alla tradizione dei grandi cicli pittorici.

Articolato in quattro monumentali polittici, per un totale di 17 tele, esso è stato prodotto dall’artista con la collaborazione di Sara Bertin, Carola Blanco, Francesco Rocco Caputo, Francesco Isgrò, Khatereh Safajoo, Matilde Martinez, Giulia Polla, Sara Pirozza, Teresa Verrascina, studenti di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, a seguito di una serie di laboratori ospitati da Combo a Torino.

Proprio come in un’antica bottega d’artista, Di Massimo ha coinvolto gli studenti in tutte le fasi della produzione, insegnando loro il proprio metodo a partire dalla fotografia dei personaggi e la composizione dei bozzetti, fino alla realizzazione pittorica vera e propria.

Il ciclo de La Risalita offre uno sguardo ironico sulla società di oggi, raffigurando con teatralità i sentimenti legati all’esibizionismo, al mistero, alla rabbia e al narcisismo del mondo contemporaneo. In quest’opera l’artista unisce tratti distintivi della propria pittura – come l’inclusione di creature mostruose e l’uso di  drappi come sfondo, che ricordano sipari teatrali, anche riconducibili ai fondali monocromi della pittura antica – con rimandi storici, quali la Congiura dei Pazzi che portò all’uccisione di Giuliano de’ Medici nel XV secolo. È inoltre presente il riferimento all’attuale contesto storico: in un pannello di oltre quindici metri l’artista ritrae, onorandoli, i lavoratori essenziali che hanno mantenuto vivo il tessuto sociale durante il lockdown dei mesi scorsi causato dall’emergenza COVID-19, dipingendoli come intrepidi acrobati circensi dalle straordinarie abilità. Altrove, un gruppo di fantasmi getta invece il panico tra i presenti, evocando il sentimento di paura che connota il presente.

Afferma Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, “questo intervento artistico di Patrizio Di Massimo compie un piccolo miracolo – in attesa di una risoluzione permanente. Riqualifica attraverso l’arte una area inutilizzata collegando il nostro museo, che è una eccellenza mondiale, alla vita reale della città sottostante. Come in un affresco storico, narra attraverso la finzione il

L’artista Patrizio Di Massimo dichiara, “Il ciclo de La Risalita è il progetto più intenso e impegnativo dei miei 10 anni di carriera: per la prima volta ho esposto il mio lavoro in un luogo pubblico all’esterno; per la prima volta ho dipinto in collaborazione con altre persone, condividendo con loro il mio metodo; e per la prima volta ho ritratto soggetti a me personalmente sconosciuti. Il workshop che ci ha permesso di realizzare il ciclo di dipinti collettivamente – avvenuto nel mese di ottobre 2020, a ridosso del secondo lockdown in Italia – è stato per me come un “vaccino” ante-litteram, ovvero un momento di svolta che mi ha permesso di guardare oltre il periodo che stavamo, e ancora stiamo, attraversando e quindi di rientrare in contatto con ciò di cui la pandemia ci ha privati: l’arte come incontro fisico e come spazio attorno al quale ci si riunisce”.

Il curatore del progetto, Stella Bottai, nota che “in questo momento storico di profonda crisi nel mondo, è particolarmente significativo e necessario sviluppare approcci intergenerazionali e collaborativi alla produzione e presentazione di opere d’arte nello spazio pubblico, sia in termini di sostegno al tessuto sociale, sia di aiuto e cura verso l’arte e gli artisti. Il progetto di Patrizio Di Massimo, commissionato dal Castello di Rivoli e frutto della cooperazione tra diverse istituzioni locali, pubbliche e private, è espressione di tale intento”.

By Redazione

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