Leonardo e i giardini per la ripartenza dei Musei Reali, obiettivo 500.000 visitatori nel 2024

La ricetta di Enrica Pagella per ritornare ai numeri pre-Covid, quando il polo museale torinese registrava un tasso di crescita delle presenze tra i più alti d’Italia.

L’Autoritratto di Leonardo e i Giardini Reali sono le carte vincenti sulle quali puntano i Musei Reali di Torino per tornare a crescere. La strada della rinascita, dopo l’anno nero dovuto al Covid, la tracciano il Piano Strategico 2021-2024 e il Business Plan – anticipati all’ANSA – che prevedono in tre anni un investimento di 400.000 euro.

L’obiettivo è ritornare nel 2024 ai livelli del 2019 con 500.000 visitatori: 150.000, italiani, il primo anno, ma dalla metà del 2022 il 50% dovrebbe arrivare dall’Europa. I ricavi a fine piano sfioreranno i 2,3 milioni di euro, mentre i costi saranno pari a 1,4 milioni con un risultato operativo di 885.900 euro: il maggiore contributo lo darà l’apertura alle visite dello Spazio Leonardo con l’Autoritratto e la collezione di disegni, che porterà ai Musei Reali 6.000 persone il primo anno, 12.000 il secondo il terzo, con 440.000 euro di ricavi in tre anni.

I Musei Reali – che comprendono il Palazzo Reale, l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale, le Sale Chiablese, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità – saranno sostenibili, attenti agli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030: per questo sarà creato un board di 10-15 ragazzi tra i 19 e i 25 anni. Punto di forza saranno i Giardini che “dovranno svolgere un servizio alla comunità”, come spiega la direttrice Enrica Pagella: potranno essere utilizzati per lezioni scolastiche, corsi di ginnastica e di yoga. Ci sarà un festival annuale sul patrimonio botanico e si potranno tenere eventi privati grazie a un concessionario esterno che consenta orari di apertura più estesi. Le Orangerie diventeranno un luogo di comunità con sale per la lettura e lo studio, conferenze e installazioni.

Abbiamo cercato – prosegue Pagella – di buttare il cuore oltre l’ostacolo per una rinascita dei Musei Reali, prima che il Pnrr fosse varato. Vogliamo risalire velocemente dal precipizio. Sappiamo che la mobilità delle persone, per un anno e mezzo o due, sarà ancora limitata e, quindi, sarà importante rafforzare i legami con i pubblici più vicini. Dovremo inventare nuove narrazioni del patrimonio in grado di coinvolgere chi ritorna da noi”.

By Redazione

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