Primarie centrosinistra, Lo Russo candidato Sindaco. Ma l’affluenza è un flop

Attesi oltre 30.000 voti, ne sono arrivati poco più di 10.000. Lo Russo batte Tresso con uno scarto di 300 voti, Lavolta paga la scelta di aprire al Movimento 5 Stelle.
Foto: Ansa/Alessandro Di Marco

Si attendevano 30.000 votanti, ma il profluvio non è arrivato. Alle urne per eleggere il candidato Sindaco del centrosinistra per le amministrative torinesi dell’autunno si sono recati 11.631 torinesi, tra piattaforma online e seggi. “L’auspicio – spiegava poche ore prima della tornata Saverio Mazza, coordinatore organizzativo del Pd torinese e delle primarie di centrosinistra – è di raggiungere i 30-35mila voti. Torino sarà la prima Città in italia in cui il centrosinistra utilizzerà come test nazionale anche il “voto online” per le Primarie del centrosinistra. Ringrazio il Partito Democratico nazionale per l’opportunità e per il costante supporto.

Minimizza Enrico Letta, che si è limitato a un tweet celebrativo: “Grazie ai cittadini che hanno partecipato alle primarie a Torino, le prime al tempo del Covid. Grazie ai candidati che hanno animato una bella competizione e complimenti al vincitore Stefano Lo Russo”.

Il capogruppo PD in consiglio comunale ha infatti tagliato il nastro con 4229 voti, pari al 37% dei consensi. E su Facebook Lo Russo ha centrato il punto: la scarsa affluenza rilevata nelle periferie. “È stata una primaria complicata – ha scritto –, non ha aiutato la pandemia e anche il caldo, però non bisogna far misteri che sicuramente, soprattutto nelle periferie, l’affluenza è stata sotto le aspettative. I dati saranno utili a capire quali sono i punti di debolezza del centrosinistra – ha aggiunto – soprattutto nella periferia nord l’adesione è stata sotto le attese e questo deve essere un elemento di riflessione per impostare correttamente la campagna elettorale”.

Secondo si è classificato il “civico” Tresso, negli ultimi cinque anni consigliere comunale d’opposizione, con 3.932 voti, pari al 35% dei consensi. Terzo Enzo Lavolta, che nonostante una campagna che ha strizzato l’occhio all’elettorato green, si è fermato al 25% dei consensi, pagando dazio per la scelta – unica tra i candidati – di aprire la coalizione di centrosinistra al Movimento 5 Stelle. Quarto il radicale Igor Boni, fermo al 3%.

A sottolineare le criticità emerse è Mario Giaccone: “Affluenza non elevata, tre candidati forti, ora la coalizione deve ragionare sulle indicazioni ricevute: il centrosinistra continua a dividersi i voti del centro Città in parti variabili, ma manca il collegamento con le altre zone della città. Dobbiamo lavorare su questo”.

By Redazione

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