Il giro del Monviso, il lungo cammino ai piedi del Re di Pietra

#Kalipè, un augurio himalayano che significa “camminare sempre a passo corto, e lento”, che rivolgiamo con i nostri consigli di viaggio lungo gli itinerari di trekking più belli del Piemonte.

Un’escursione impegnativa in un ambiente selvaggio, tra pietraie e splendidi laghi, all’ombra del “Re di Pietra”, capace di alternare il clima pastorale da cui è pervasa la valle che scende verso la frazione Castello di Pontechianale alle aspre e imponenti guglie del versante est della montagna, raggiungibile dalla valle Po. È il giro del Monviso, che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi delle Alpi Cozie.

Pian del Re

Il primo Giro del Monviso documentato fu effettuato dall’inglese D. Forbes con una guida locale, il 1 luglio 1839. Partiti dalla Valle del Guil, il prof. Forbes e la sua guida risalirono al Colle delle Traversette, da lì passarono ad Est del Monviso (presumibilmente scendendo a Pian del Re, per poi risalire ai Laghi del Viso), traversarono lo spartiacque molto probabilmente al Passo di San Chiaffredo e discesero nel Vallone di Vallanta. Da qui risalirono fino al Passo di Vallanta, per poi rientrare in giornata nella Valle del Guil, presso la località di partenza (La Monta).

Quindici anni dopo, nel settembre 1854, gli inglesi A.P. Whateley e H.T. Jenkinson ripeterono il tragitto percorso da Forbes, ma questa volta in due giorni, pernottando nel Vallone di Vallanta. Una volta ultimato il giro, questi due alpinisti decisero di proseguire ancora dalla Valle del Guil verso la Val Pellice, attraversando il Colle Seilliere. A causa della mancanza di luoghi di sosta disponibili, le prime guide turistiche del XIX secolo consigliavano di effettuare il Giro del Monviso in una giornata unica. Tale percorso differiva da quello affrontato in origine da Forbes, in quanto prevedeva il passaggio dalla Valle Po alla Valle Varaita tramite il Passo delle Sagnette, per una durata complessiva dell’escursione di circa 12 ore. Nel XX secolo il Giro del Monviso divenne poi una “classica” dell’escursionismo, anche grazie all’apertura di punti di appoggio lungo il percorso presso i rifugi ancora oggi esistenti. Già noto agli escursionisti italiani negli anni ’60, il giro fu reso popolare dagli escursionisti francesi a partire dagli anni ’70, rappresentando oggi uno dei trekking di alta quota più conosciuti e spettacolari d’Europa.

Il Colle delle Traversette: da qui potrebbe essere transitato Annibale con i suoi elefanti. Ricercatori canadesi hanno rinvenuto pochi anni fa massicce tracce di sterco di cavallo a 40 cm di profondità, che testimonierebbero il passaggio dell’armata cartaginese.

L’anello di più tappe attorno al Monviso si svolge in una cornice paesaggistica unica, offrendo molteplici scorci panoramici sui diversi profili del “Re di Pietra” e l’esperienza di una natura protetta da due parchi naturali. Lungo il cammino si incontrano le ardite pareti rocciose che caratterizzano le porzioni sommitali del massiccio del Monviso, i laghetti cristallini dai reflessi verde-azzurro sul valico di S. Chiaffredo, i contorti pini cembri del Bosco de l’Alevé e gli splendidi specchi d’acqua dell’alta Valle Po. Inoltre, non meno spettacolari sono i passaggi panoramici del Sentiero del Postino, lo storico Buco di Viso, i vasti spazi del Queyras e l’eccezionale belvedere della Cima Losetta.

Rifugio Vallanta, all’ombra della parete ovest del Monviso

Il Giro del Monviso “classico” può essere affrontato partendo da una delle valli italiane (Valle Po o Valle Varaita) oppure dalla Valle del Guil, in Francia. L’anello richiede da 2 a 5 giorni di cammino, a seconda dell’allenamento degli escursionisti, incontrando numerosi rifugi lungo il percorso. Per chi dispone di più tempo (1-2 giorni aggiuntivi) e gambe più resistenti può essere interessante estendere il giro anche all’alta Val Pellice, ammirando la splendida Conca del Prà e la selvaggia Comba dei Carbonieri, dove comodi posti tappa offrono un ottimo punto d’appoggio (il cosiddetto “Gran Tour del Monviso”).

L’itinerario conta in uno sviluppo complessivo di 45 km, destreggiandosi da una quota minima di 1900 m (Grange Gheit, Vallone di Vallanta) a una massima di 2950 m (Colle delle Traversette), per un dislivello complessivo di 2600 m.

I sentieri che compongono il Giro del Monviso sono tutti classificati dal CAI come di livello Escursionistico (E), salvo l’eventuale passaggio sul Sentiero del Postino ed sul tratto da Pian Mait al Colle Armoine, consigliato solo ad Escursionisti Esperti (EE). In territorio italiano il percorso può essere affrontato anche in compagnia del proprio cane, purché al guinzaglio o sotto il diretto controllo del padrone. In Francia, invece, il regolamento della Riserve Naturelle Nationale de Ristolas Mont-Viso impedisce l’accesso ai cani, che quindi non possono oltrepassare il Passo delle Traversette, il Passo di Vallanta e il Colle Seilliere in direzione della Valle del Guil. Si consiglia di visitare il sito web del Parc Naturel Régional du Queyras (www.pnr-queyras.fr) per informazioni più dettagliate sulle regole di fruizione vigenti in territorio francese.

By Redazione

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