Come le rondini

Riceviamo, e pubblichiamo, il parere di Carlotta Thione, giovane curatrice di 22 anni neolaureata in Beni Culturali presso l’Università di Torino, relativo a una delle opere del percorso RigenerArti, attualmente visitabile presso la Reggia di Venaria. Se anche voi volete inviare un vostro commento sulle notizie del giorno scriveteci a redazione@ilcaffetorinese.it. Saremo lieti di visionare e, se giudicato idoneo, provvederemo a pubblicare l’articolo.

Domenica 6 giugno 2021, ho avuto modo di partecipare all’inaugurazione del nuovo evento RigenerArti, presso la Reggia di Venaria. Qualcosa ha attirato la mia attenzione. Si tratta dell’opera realizzata dall’artista biellese Lorenzo Gnata. L’installazione, dal titolo “Come le rondini”, coniuga in un crescendo continuo di musica e poesia, il tema delle migrazioni. La vita delle rondini – ha spiegato Gnata – così come quella di tutti gli uccelli migratori, è in stretto legame col susseguirsi delle stagioni. L’opera, con la sua suggestione poetica, vuole far riflettere sul senso della vita, ponendo l’accento sulle grandi sfide del nostro tempo, dalle migrazioni ai cambiamenti climatici. Perché infondo, siamo come le rondini. Oltre alla delicatezza con cui Gnata ha raccontato il tema delle migrazioni, legato ai cambiamenti climatici, con un occhio di riguardo dunque alla natura, le rondini volteggiano nei cieli della Reggia. Vedendo per la prima volta l’opera, la mia mente ha colto in lei, le sfumature poetiche scritte e cantate qualche anno fa dal mio amico Lucio Dalla. Quelle piccole rondini, leggere e delicate, si specchiano nel canale della Reggia… un po’ come le rondini di Lucio. Anch’esse curiose di scoprire il mondo, girando qua e là, nei cieli della città.

By Redazione

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