Chi è Giovanni Carlo Federico Villa, nuovo direttore di Palazzo Madama

Torinese, classe 1971, è docente all’Università di Bergamo, direttore onorario dei Musei Civici di Vicenza e ha all’attivo oltre 300 pubblicazioni. Curò per il Castello di Miradolo la mostra su Giambattista Tiepolo.

Torinese, classe ’71, Giovanni Carlo Federico Villa è il nuovo direttore di Palazzo Madama: si pone così fine a una sede vacante che perdurava dall’addio di Curto, passato alla guida della Reggia di Venaria, nel settembre 2019. Villa è professore associato di Storia dell’Arte Moderna e di Museologia e storia della critica d’arte all’Università di Bergamo, e nello stesso ateneo fa parte del Collegio didattico di Dottorato in Studi Umanistici Transculturali. È inoltre docente di Museologia e Museografia presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università degli Studi di Udine. Dal 2019 è componente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici al Ministero per i beni e le attività culturali.

Dall’anno accademico 2011-2012 all’anno accademico 2018-2019 è stato direttore del Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo. Dall’anno accademico 2005-2006 all’anno accademico 2011-2012 è stato professore incaricato di Tecniche diagnostiche per i beni culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel curriculum non mancano pregresse esperienze interne al mondo museale: dal 2015 al 2018 è stato direttore onorario dei Musei Civici e Conservatoria Pubblici Monumenti di Vicenza di cui ha editato, come responsabile e curatore, i primi dieci volumi (2001- 2019) del catalogo scientifico, oltre ad aver progettato e seguito il restauro e riallestimento del Museo Civico di Palazzo Chiericati.

Specialista di tecnologie non invasive applicate ai Beni Culturali, ha orientato tutta la sua attività alla tutela delle opere d’arte attraverso la strutturazione di progetti che hanno saputo porre in dialogo Università, Soprintendenze, Musei, enti pubblici e privati toccando i temi sensibili dell’avanzamento della ricerca tecnico-scientifica in ambito storico artistico accompagnati ad una significativa attività di divulgazione istituzionale, culminata nella curatela di iniziative espositive in Italia e nel Mondo.

Tra le varie, per le Scuderie del Quirinale di Roma ha curato, o coordinato scientificamente, le mostre Antonello da Messina (2006), Giovanni Bellini (2008), Lorenzo Lotto (2011), Tintoretto (2012) e Tiziano (2013); Maîtres vénitiens et flamands. Bellini, Titien, Canaletto, Van Eyck, Metsys, Jordaens per il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles (2011); Cima da Conegliano. Maître de la renaissance vénitienne per il Musée du Luxembourg di Parigi (2012); Tiziano (2013) e Da Tiepolo a Canaletto e Guardi (2018) per il Museo Pushkin di Mosca; Palma il Vecchio, lo sguardo della Bellezza (Accademia Carrara di Bergamo 2015); Ordine e bizzarria. Il Rinascimento di Marcello Fogolino (Castello del Buonconsiglio di Trento, 2017); Titian and The Renaissance in Venice (Metropolitan Museum of Art di Tokyo, 2017); Barokni Sjaj Venecije: Tiepolo i Suvremenici (MUO di Zagabria, 2017); Rivoluzione Galileo (Palazzo del Monte di Pietà di Padova, 2017/2018); Antonello da Messina (Palermo e Milano 2018-2019) e Venezia e Piazza San Marco (Yerevan, Residenza del Presidente della Repubblica di Armenia 2020).

Iniziative espositive caratterizzate dall’attenzione alla tutela e divulgazione del patrimonio storico artistico italiano consentendo, nel caso di Cima, l’avvio della richiesta di inserimento del paesaggio coneglianese nel patrimonio mondiale dell’UNESCO e, per Lorenzo Lotto, la strutturazione del progetto Terre di Lotto che ha portato al restauro e illuminazione delle opere dell’artista ancora conservate sugli altari originari e numerosi investimenti privati a favore di istituzioni e diocesi di Lombardia, Veneto e Marche.

Oltre a un’intensa attività di conferenziere e organizzatore di convegni, è autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche, tra cui una decina di monografie – alcune tradotte in dieci lingue (armeno, cinese, croato, fiammingo, francese, giapponese, inglese, spagnolo, tedesco, russo) – e numerose le sue presenze divulgative relative al patrimonio artistico nazionale sui principali canali radiotelevisivi italiani e stranieri. Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana gli è stata conferita, in data 2 maggio 2012, l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e, in data 22 dicembre 2017, l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2019 Villa è stato al centro di un procedimento giudiziario: tra 2013 e 2017 avrebbe ricevuto l’affidamento di molteplici incarichi da parte di tre società, tra cui la Didaké di cui Villa era anche rappresentante legale, prevalentemente orientati all’organizzazione di eventi nel settore dell’arte e della cultura (ad esempio, curatela di mostre, banchetti a tema), percependo un compenso complessivo di oltre 140.000 euro. Le indagini avevano rivelato che l’affidamento dei suddetti incarichi al docente era stato effettuato dalle tre società in spregio della disciplina dedicata, prevista da specifica disposizione di legge: infatti, il conferimento degli incarichi da parte delle imprese interessate è avvenuto senza la preventiva ed obbligatoria autorizzazione dell’Amministrazione di appartenenza, l’ateneo bergamasco (rimasto all’oscuro), adempimento non osservato dallo stesso professore.

Nel 2017 Villa era stato al centro di un altra querelle giudiziaria, che lo vedeva indagato per abuso d’ufficio. Come riportato dal Corriere del Veneto, nel dicembre di quell’anno erano stati sequestrati dagli inquirenti i materiali relativi ad un concorso pubblico concluso nel giugno 2017 per un posto da istruttore direttivo dei Musei civici. Il bando era stato indetto dal Comune di Vicenza. “L’ipotesi della procura – scrive la testata – è che Villa, che dirige i Musei civici a titolo gratuito ed è membro del cda della fondazione Roi, in quanto membro della commissione giudicante abbia in qualche modo favorito il vincitore, la ricercatrice Chiara Signorini. Gli inquirenti ipotizzano il conflitto d’interessi e l’abuso d’ufficio perchè Villa, proprio in quanto membro della Roi, poteva aver conosciuto Signorini nei cinque anni in cui la ricercatrice era stata borsista della stessa fondazione, dal 2011 al 2016“.

By Redazione

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