Formula E al Valentino? Sì, sì, sì e ancora sì. Ecco perché

Un gran premio di Formula E nella città dell’automobile? Le ragioni per dire sì abbondano. E, benché non sia il primo a suggerire l’ipotesi, ora anche l’assessore Ricca parrebbe essersi accorto delle potenzialità del Valentino.

Lo avevamo suggerito già tre anni fa. Ora, con endemico ritardo, anche la politica pare essere arrivata alla consapevolezza che il Parco del Valentino sia eccellente per ospitare un gran premio di Formula E, tra le ultime arrivate nelle categorie motoristiche ma che ha già fatto parlar bene di sé. E che ha già conquistato nuove piazze del motorsport come Roma e Parigi, senza abbandonare tracciati storici come Montecarlo.

Galeotto sarebbe stato il restauro della piazzola di fronte al Politecnico dalla quale Alberto Ascari (unico pilota italiano ad aver vinto due campionati del mondo di F1, nel 1952 e nel 1953), con la sua Lancia D50, vinse l’ultima e forse più celebre edizione del Gran Premio di Formula 1 del Valentino, il 27 marzo del 1955. Portando per giunta la prima vittoria nella massima serie alla scuderia torinese.

Vogliamo portare la Formula E a Torino, proprio qui al Valentino – ha dichiarato l’assessore regionale Ricca –. Gare ufficiali che sarebbero motivo di orgoglio per la nostra città, indissolubilmente legata all’automobile e orientata ad un futuro all’insegna della sostenibilità ambientale”. Trovando sponda nell’assessore comunale alla cultura Leon: “La storia automobilistica di Torino è un patrimonio materiale e immateriale che ha costruito il nostro passato e costruirà il nostro futuro. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa per valorizzare tutto questo e rendere evidente il legame di Torino con la creatività legata al settore dell’automotive, oltre che per raccontare le prospettive future e l’innovazione legata all’industria dell’auto. L’inaugurazione di oggi è un tassello fondamentale in un percorso che vedrà protagonisti tutti gli attori che lavorano su questo tema”.

Se si tratti di boutade da campagna elettorale (e non ci sarebbe di che stupirsi) o di effettive manifestazioni d’intenti, non lo sappiamo. Certo è che al Valentino poco o nulla mancherebbe per poter ospitare un gran premio delle vetture elettriche. Le ragioni abbondano.

La prima, e più importante: la Formula E, rispetto alla sorella maggiore, compete soltanto su circuiti cittadini. Come, per l’appunto, Montecarlo. E da ciò deriva una caratteristica fondamentale di questo tipo di autovetture: telaio assai più solido e compatto rispetto a quello dei bolidi di Hamilton, Leclerc e soci, e per questo adatto a layout di percorso più tortuosi e con vie di fuga ridotte al minimo.

La seconda: nella Formula E la corsia box può essere dislocata anche a distanza rispetto al rettilineo principale. Per cui, se in Formula 1 anche sui tracciati urbani è necessario avere a disposizione un rettifilo largo a sufficienza da poter essere ripartito tra box e circuito vero e proprio, in Formula E è possibile ottimizzare lo spazio a disposizione della città.

La terza: la presenza di binari tramviari o di particolari tipi di asfalto (come ciottoli o sanpietrini) lungo il percorso di gara individuato non costituisce un problema. Per l’E-Prix di Parigi, ad esempio, in corrispondenza della terza curva un nuovo asfalto viene temporaneamente collocato sui ciottoli, per essere poi rimosso a manifestazione conclusa. Inoltre, proprio il telaio a disposizione delle vetture le rende adatte, contrariamente alla Formula 1, a sopportare le sollecitazioni generate da strade più sconnesse.

La quarta: i tracciati della categoria elettrica hanno dimensioni ben più ridotte rispetto agli autodromi di Formula 1, sia per quanto concerne l’estensione dell’impianto (sempre temporaneo per la prima) sia per quanto riguarda la lunghezza del tracciato. Per offrire un termine di paragone: il Gran Prix del Principato si sviluppa per una lunghezza di 3,34 km nel caso della Formula 1, mentre si corre su un tracciato di 1,76 km (parzialmente uguale a quello storico) nel caso della Formula E.

La quinta: trattandosi di un circuito interno al parco, l’ipotetico E-Prix del Valentino andrebbe a incidere assai poco sulla viabilità urbana torinese. Con buona pace di certe solite, puntuali, rimostranze sabaude verso i grandi eventi.

By Vincenzo Lo Iacono

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