Conti del Regio in equilibrio, la terapia della commissaria di ferro è stata amara ma necessaria

Tornano in equilibrio i conti del Teatro Regio, dopo otto mesi dall’insediamento del commissario straordinario, ma con 30 milioni di debiti pregressi lo stato patrimoniale dell’ente lirico resta in bilico. Appello di Purchia: “Servono contributi straordinari da parte dei soci fondatori”.

I diciassette precari che hanno visto il loro contratto non rinnovato sicuramente non ricorderanno con piacere l’esperienza di Purchia come commissario straordinario del Teatro Regio. Come dargli torto. Ma Rosanna Purchia, arrivata la scorsa estate a Torino dopo la lunga avventura al San carlo di Napoli (in quel caso come sovrintendente), ha portato a termine il lavoro per cui è stata chiamata: ha chiuso infatti in positivo il bilancio consuntivo 2020 del Teatro Regio, approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci con un utile di esercizio pari a 519.776 euro. Prendersela con lei è tanto ingeneroso quanto inutile: chi si lamenterebbe con il medico costretto a somministrare la medicina amara?

Un risultato, quello conseguito in otto mesi di lavoro, che assume una valenza ancora maggiore alla luce del prospettato deficit d’esercizio di due milioni, che lo scorso autunno aveva agitato non poco i sogni della dirigenza del Regio. E, a dirla tutta, pure i nostri. Il pareggio è frutto di tanti fattori: i sacrifici dei lavoratori, un’azione pesantissima per ridurre i costi, gli aiuti del governo – ultimo il milione e quattro di euro per i mancati incassi – e il sostegno dei soci, pur senza ricorrere a interventi straordinari.

Che, però, ora devono arrivare. Perché a essere stato risanato è, per l’appunto, il bilancio d’esercizio. Il debito patrimoniale, valutato in circa nove milioni, è ancora lì sulle spalle della fondazione lirica di piazza Castello. La Purchia l’appello ai soci fondatori, per sollecitare l’iniezione di nuovi capitali utili a colmare (o almeno ridurre) il passivo l’avrebbe lanciato. Negli anni scorsi, inutile ripeterlo, le fondazioni bancarie ricorsero a interventi straordinari più di una volta. Finché, lo scorso anno, all’ennesima richiesta targata Appendino, chiusero al Sindaco la porta in faccia, con conseguente commissariamento.

Stavolta però, con l’operazione di risanamento ben avviata e più di un progetto in cantiere per rilanciare il Regio (non si tratta solo di revisione dell’organico e delle spese, ma anche di interventi strutturali al teatro, tra cui la meccanizzazione del palco con i famosi 8 milioni promessi da Bonisoli e stanziati da Franceschini) parrebbe che anche le fondazioni bancarie siano più disponibili a metter mano al portafoglio, per provare a uscire dal lunghissimo tunnel dell’indebitamento, che con incisività via via maggiore ha pesantemente condizionato l’ultimo decennio dell’ente lirico torinese.

E non solo. Bisogna anche far fronte al debito pregresso del Regio, quantificabile in circa 20 milioni di euro di debiti con le banche e mancati pagamenti ai fornitori. Un passivo che, tuttavia, dovrebbe essere colmato dal fondo straordinario messo a disposizione dal Mibac a tasso agevolato prossimo allo zero da rimborsare in trent’anni.

Nel corso della conferenza stampa tenuta ieri, Purchia e il direttore generale Mulè hanno ricordato come nel 2020 il valore della produzione si sia attestato su 27.018.373, euro con una riduzione dei ricavi commerciali (biglietteria, abbonamenti, marketing) pari a 3.200.000 euro rispetto al preventivo, dovuta alla forzata chiusura al pubblico che ha caratterizzato buona parte dell’anno. Molte sono le azioni intraprese nel corso di questi otto mesi dal Commissario Rosanna Purchia e dal Direttore Generale Guido Mulè.

  • La revisione e il rafforzamento qualitativo e quantitativo della struttura organizzativa e l’adozione di un modello di pianificazione e controllo di gestione – adeguato e proporzionale – che consentono un monitoraggio costante nel tempo della situazione economico-finanziaria della Fondazione e atto a individuare eventuali scostamenti rispetto al bilancio preventivo e agli obiettivi prefissati.
  • La presentazione, lo scorso 29 marzo, del Piano di Risanamento al Commissario Straordinario di Governo per le Fondazioni lirico-sinfoniche, atto che dà l’avvio all’iter autorizzativo presso i Ministeri competenti, al fine di ottenere una linea unica di finanziamento atta a coprire la situazione debitoria pregressa, sul presupposto fondamentale di una gestione improntata all’equilibrio finanziario. “Gli interventi previsti dal Piano di Risanamento e il finanziamento erogato dal Ministero della Cultura e dal MEF non avranno incidenza sul patrimonio netto disponibile che – affermano commissario e direttore generale – potrà trovare reintegro solo con gli avanzi di esercizio futuri o con gli interventi straordinari dei Soci“.
  • Nello stesso periodo è stato firmato il nuovo contratto integrativo che, insieme al Piano di Risanamento, fornirà al Teatro un nuovo modello gestionale improntato all’efficienza, ai recuperi di produttività e alla flessibilità operativa, introducendo un Premio di Risultato legato al raggiungimento di obiettivi economici e qualitativi della Fondazione e delle singole aree. La Corte dei Conti –sezione regionale per il Piemonte – ha certificato l’attendibilità della quantificazione dei costi relativi e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e bilancio.
  • La presentazione della nuova dotazione organica che mira a coprire le posizioni funzionali necessarie sia da un punto di vista artistico che tecnico-amministrativo al funzionamento ottimale della Fondazione, tenendo conto della sostenibilità economica e finanziaria. Il piano prevede 29 assunzioni a tempo indeterminato nel triennio 2022-23, una volta ricevuta l’approvazione dai Ministri vigilanti.
  • Nel marzo 2021, a seguito di numerose e proficue riunioni con il presidente Alberto Cirio e l’assessore Daniela Poggio è stata modificata la Legge Regionale n. 11/2018 grazie alla quale il Teatro Regio viene individuato quale “Istituzione lirico-sinfonica simbolo della Regione Piemonte”.
  • Grande attenzione è stata posta in termini di prevenzione e sicurezza sul lavoro per la profilassi e il contrasto all’epidemia Covid-19 adottando, di intesa con le Organizzazioni Sindacali, protocolli specifici di regolamentazione (misura della temperatura all’ingresso, dispositivi di protezione individuale, distanziamenti tra le persone, test sierologici e tamponi con cadenza periodica, smart-working e allargamento della buca dell’orchestra, solo per citarne alcuni).
  • I lavori di efficientamento e miglioramento delle tecnologie di palcoscenico sono entrati nella fase di gara e di esecuzione, grazie allo stanziamento di 8.500.000 euro del Ministero della Cultura, e si svolgeranno dalla metà di giugno alla metà di ottobre 2021.
  • La Direzione del Teatro Regio sta inoltre lavorando a un nuovo Statuto che permetterà una più chiara definizione dei compiti e delle responsabilità. Sarà questo un passo fondamentale per il futuro del Teatro che, grazie al rigore gestionale, alla forza delle compagini artistiche, tecniche e organizzative, e grazie all’appoggio delle Istituzioni e dei Soci permetterà al Regio di tornare ad avere una posizione preminente nel panorama internazionale.
By Giuseppe Ripano

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