Borghi e castelli, tartufi e vigneti: la Strada Romantica delle Langhe e del Roero

#Kalipè, un augurio himalayano che significa “camminare sempre a passo corto, e lento”, che rivolgiamo con i nostri consigli di viaggio lungo gli itinerari di trekking più belli del Piemonte.
Veduta di Neive

11 tappe, 130 km di strade panoramiche, 300 spunti letterari. Di tappa in tappa, scortati da panorami tra i più affascinanti al mondo, si entra a contatto con i gioielli di questa terra: la sua rigogliosa produzione vinicola, il tartufo e le nocciole, ma anche le sue secolari tradizioni, le piccole gemme dell’architettura rurale che ornano borghi e declivi, le testimonianze dell’epoca feudale fatte di castelli e torri, le fastose residenze che occhieggiano dalle vette più suggestive. Un lungo itinerario, quello della Strada Romantica delle Langhe e del Roero, capace di regalare esperienze giornaliere – grazie alla suddivisione in dieci tappe – tanto quanto lunghe esperienze di facile trekking, appoggiandosi ai numerosi centri di ricettività del percorso.

Chiesa e castello di Magliano Alfieri

Colline a punta, profonde gole e pareti a picco, le celebri Rocche: è il panorama del Roero, alla sinistra del Tanaro. Qui sorge Vezza d’Alba, borgo millenario che ha attraversato per intero il periodo feudale, come testimoniano i resti del castello, abitato dalla famiglia dei Roero fino al Seicento. E da qui parte la Strada Romantica di Lanche e Roero. Oggi Vezza d’Alba offre la delicata bellezza barocca della Chiesa di San Bernardino e altri due edifici religiosi d’interesse: la Parrocchiale di San Martino e il Santuario della Madonna dei Boschi, fra la Valle Sanche e la Valle Maggiore. Nel Museo Naturalistico del Roero, infine, sono allestite ricostruzioni degli ambienti naturali tipici del territorio. E da qui inizia il viaggio nel mondo del prezioso “frutto” che ha reso celebre nel mondo la terra di Langhe e Roero: il tartufo, ormai entrato nell’immaginario collettivo anche grazie a personaggi come Gioacchino Rossini, Alfred Hitchcock e Marilyn Monroe.

Le Rocche dei Sette Fratelli sono una voragine nel terreno di quasi 9 ettari, compresa tra i comuni di Treiso, San Rocco Seno d’Elvio e Trezzo Tinella.

Proseguendo nel percorso si incontrano alcuni tra i comuni più belli d’Italia, immersi tra gli intensi aromi dei pregiati vini di questa terra, come Barbaresco, Dolcetto, Arneis e Moscato. Ci troviamo così a Magliano Alfieri, dominato dal castello dell’omonima famiglia, Neive, con i vigneti adagiati ai piedi della collina su cui sorge, o Treiso, tra le colline testimoni di storie legate alla Resistenza italiana, meravigliosamente narrate da Beppe Fenoglio, che qui si fermava ad osservare la vallata albese, definendo Treiso “un paese per vivere in pace”.

E ancora Trezzo Tinella, minuscolo borgo incastonato tra i boschi, dove quasi si ha l’impressione di essere sul “tetto del mondo“: lo scenario dell’anfiteatro delle catene montuose è bilanciato dalle immagini di infiniti paesini che appaiono nel pianoro. Salendo verso le colline dell’Alta Langa il panorama si rivela coperto di lussureggianti boschi, che circondano Benevello, Sinio e Cissone.

L’ultimo tratto di percorso è inaugurato dallo “Scudo e chiave del Piemonte”. Così viene infatti chiamato Murazzano, che nei secoli ha assunto il ruolo di vedetta delle Langhe per la sua posizione strategica, alla quale oggi dobbiamo i meravigliosi scorci e i panorami unici, che avvolgono anche il paese successivo. Si tratta di Mombarcaro, avvolto da una rigogliosa campagna punteggiata di piloni votivi e di minuscoli borghi, spesso poche case in pietra lungo una strada. Il nome del paese deriva dal latino “mons” e da “barcari”, ad indicare il monte da cui si scorgevano velieri e grosse barche, poiché da qui lo sguardo spazia dalle cime delle Alpi Marittime fino alle nevi perenni del Monte Rosa. E ci troviamo infine a ridosso della Valle Bormida e dall’Alta Valle Belbo. Qui, una serie di borgate adagiate su un’ampia conca del fondovalle danno forma a Camerana, rinominata per la sua casaforte, posta a difesa di una delle principali vie di comunicazione tra la riviera ligure e l’entroterra, la cosiddetta “via del sale”. Ma questo è un altro cammino, un’altra storia, altrettanto spettacolare.

Veduta di Murazzano
By Redazione

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