Arte tersicorea e filosofia, quante cose in comune

Pochi giorni fa ci ha lasciato Rossella Panarese, storica voce e autrice di Radio 3 Scienza, che è stata ricordata con profonda tristezza, stima e gratitudine dai colleghi, i quali l’hanno definita una persona acuta, intelligente, competente, simpatica e rigorosa. Io ho sempre ascoltato con attenzione e interesse Rossella Panarese alla radio, ma ignoravo la sua formazione filosofica e i suoi studi della danza. Un suo attento collega, nello speciale a lei dedicato, ha saputo ricondurre le doti di rigore, profondità e senso critico di Rossella Panarese anche allo studio di queste due arti: la danza e la filosofia, che l’hanno accompagnata nel corso della sua vita.

Mi ha colpito questo rimando perché anche la mia formazione personale e scolastica si è basata sullo studio di queste due discipline, che tanto hanno in comune, sebbene vengano di rado accostate. La danza e la filosofia educano al contempo alla creatività e al rigore, alla precisione e alla fantasia, alla fatica e alla dedizione, al senso critico e alla consapevolezza di sé.

La danza è continua ricerca dell’elevazione, è narrazione simbolica di storie, è ambizione verso la purezza, la precisione e l’armonia tra corpo e anima. La danza è anche sforzo creativo e immaginifico, indagine sul senso del limite e del tempo. La danza riunisce quasi ogni settore della filosofia, dalla filosofia del linguaggio all’estetica, dalla metafisica alla teologia.

La danza educa a conoscere se stessi, i propri limiti, le proprie lacune, i propri talenti e le fragilità tipicamente umane. Inoltre la danza è spettacolo, dunque è veicolo di emozioni, di simboli, di valori e di messaggi. Credo si potrebbe fare una vera e propria filosofia della danza.

In effetti la filosofia è, proprio come l’arte tersicorea, ricerca costante della verità, indagine sui limiti dell’essere umano, studio delle emozioni e delle capacità sensibili e intelligibili degli uomini, tentativo di raccontare in modo chiaro, completo, rigoroso e logico le cose. La filosofia è inoltre una forma di cura verso se stessi, è nutrimento per l’anima, è una forma di ribellione alla passività e all’accettazione inconsapevole dei dogmi. La filosofia è, come la danza, esercizio costante e studio della Bellezza, degli esseri umani e dei principi trascendenti e trascendentali.

Insomma, queste poche parole rappresentano per me un vero encomio alle due discipline che rappresentano non solo i miei principali campi di interesse, ma anche i miei anni di formazione e di sacrifici. Sarò sempre grata a ciò che più di tutto mi hanno insegnato queste due arti, ossia la necessità della costante coesistenza di forma e sostanza e la necessità di completezza per ognuno di noi. Queste due discipline si oppongono fortemente ad una visione settoriale e isolata dei saperi. La danza e la filosofia hanno alla propria radice la ricerca della totalità.

Credo sia estremamente formativa e giusta l’educazione che queste due arti forniscono a chiunque vi si avvicini, poiché insegnano quanta rigidità e quante regole vi siano anche nel gioco e nel divertimento e quanto sia necessario approcciarsi con cautela e rispetto agli altri.

Poi, ed è forse l’aspetto più difficile, ma anche più importante, queste due discipline insegnano ad interrogarsi sul senso della vita e a darle un valore importante, sempre con l’ambizione di farne un vero capolavoro.

By Eleonora Biscola

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