Di Sinistra, oggi

Il 19 gennaio 2021 è morto Emanuele Macaluso, politico di Sinistra, sindacalista e giornalista iscritto al Partito Comunista d’Italia da prima della caduta del regime fascista. Un uomo che ha vissuto per le sue idee, che ha creduto nel comunismo e nel socialismo, ma sempre capace di pensare con la propria testa. Ho letto di lui e mi ha colpito come l’hanno descritto: un uomo che impersonava gli ossimori, non li temeva e non aveva paura né della battaglia, né dell’isolamento. Chi lo conosceva bene ha scritto che Macaluso non aveva paura della lotta, mai. Insomma, un uomo che sulla pelle, nella voce e nei pensieri aveva la Storia del Novecento.

Il 20 gennaio 2021 c’è stato l’insediamento presidenziale di Joe Biden al Campidoglio, in qualità di 46˚ presidente degli Stati Uniti d’America. L’insediamento di Joe Biden e della vicepresidente Kamala Harris è stato un’esplosione di colori, di sorrisi, di volontà di ripartire e di ricostruire un’America unita, amica e felice, cercando di eliminare il prima possibile il clima repressivo, incattivito e violento generato da Trump. La firma dei diciassette ordini esecutivi da parte di Biden è stata sicuramente una svolta a Sinistra.

Il 21 gennaio 2021 si sono celebrati i cento anni dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia, un partito di massa che ha avuto, e continua ad avere, un peso rilevante sulla vita politica, sociale e culturale del nostro Paese.

Oggi, 22 gennaio 2021, sono esattamente 130 anni dal giorno in cui nacque, nella mia amata Sardegna, Antonio Gramsci. Proprio lui fu tra i fondatori del Partito Comunista italiano. In Russia Gramsci studiò la dittatura del proletariato e, nel 1926, dopo un arresto da parte della polizia fascista, fu condannato a vent’anni di reclusione. Lui, però, in cella approfittò dell’isolamento e approfondì la filosofia marxista.

Allora, proprio oggi, mi sembra un buon giorno per chiedermi e chiedersi cosa significhi essere di Sinistra nel 2021, in un periodo storico dove l’isolamento è certamente stato usato da pochi per studiare Marx e in cui la Sinistra sembra in forte crisi esistenziale.

Io me lo sono chiesta spesso nella vita, perché intorno a me tutto, da sempre, è di Sinistra. I nonni che hanno organizzato e frequentato le feste de l’Unità, il papà sindacalista, il fratello con il forte credo nella giustizia sociale, i fidanzati da sempre e costantemente Compagni, le letture, i discorsi, i valori e le misurate lotte quotidiane di mia mamma e di mia nonna per l’emancipazione e per l’indipendenza femminile, il cane che si chiama Ernesto e poi, ancora, il primo concerto della mia vita, quello dei Modena City Ramblers, i dischi di Guccini a memoria, la laurea in Filosofia, il volontariato alla Casa del Quartiere, i libri che leggo, la radio che ascolto, la televisione che guardo e il modo in cui vesto.

Nel 1994 Giorgio Gaber, con ironia intelligente, ci diceva cosa fosse di Destra e cosa fosse di Sinistra, facendo emergere il cliché dell’agio, dell’eleganza e della riservatezza come tipici delle persone di Destra e invece la capacità di arrangiarsi e di adattarsi come caratteristiche delle persone di Sinistra. Ma è ancora così? Io non credo. Credo davvero si possa parlare di un completo rovescio della medaglia.

Oggi, almeno in Italia, ci ritroviamo una Destra arrabbiata, sbraitante, apparentemente portavoce delle persone umili, modeste e insoddisfatte. Oggi la Destra, almeno quella leghista e sovranista, viene votata da chi non vive certamente nell’agio, di chi è arrabbiato con la vita, di chi vive di poco e cerca (come forse è normale che sia) un nemico con cui arrabbiarsi e da incolpare per la sua miseria.

Forse l’area centrista, i rimasugli dei forzisti e gli indecenti renziani sono i portavoce di quella Destra descritta da Gaber come riservata, comoda e agiata.

Invece la Sinistra? Chi vota a Sinistra? Cosa vuol dire essere di Sinistra oggi, in un mondo globalizzato, in cui tutti siamo legati in modo viscerale alle nostre proprietà private, in cui si può permettere di pensare agli ultimi solo chi è nato dalla famiglia giusta, quella benestante, quella fortunata. Cosa vuol dire essere di Sinistra oggi? Una volta la Sinistra era quella dei diritti civili, della giustizia sociale, della lotta per il cambiamento climatico. Ora nemmeno sulla Patrimoniale, che a livello teorico sembra esplicitare la base dei principi fondamentali di Sinistra, quest’ultima si trova d’accordo, proprio perché gli elettori di Sinistra sono oggi più benestanti rispetto a quelli di quarant’anni fa.

Dei diritti civili si è appropriata, almeno parzialmente, l’area forzista e centrista; il movimento operaio non esiste più e, purtroppo, la miseria che si vive nelle poche fabbriche rimaste scaturisce più facilmente nell’accanimento dei penultimi sugli ultimissimi, più che in una riflessione assembleare e in una visione costruttiva per un futuro migliore per tutte e tutti; le idee di progresso e di modernizzazione sono state spesso interpretate male, dunque siamo sfociati nell’egemonia tecnologica a discapito di un’evoluzione moderna e utile dell’Umanesimo; della giustizia sociale fa finta di essersene appropriata la Destra, tra slogan e becera comicità sugli intellettuali e i dotti, presentati come i nemici dei più, piuttosto che come sagge guide e utili modelli. Con quest’ultima mossa pericolosa la Destra ha asfaltato la Sinistra ed è iniziata la rovina culturale del Paese.

Credo che, però, alla Sinistra siano rimasti due grandi pilastri da cui ripartire per ridefinirsi e ricostruire un mondo migliore: il forte credo nella democrazia, dunque l’antagonismo contro ogni forma di autoritarismo repressivo e violento e, di conseguenza, l’antifascismo, che ad oggi non è qualcosa di scontato.

Quindi, io credo sia molto importante, in questo periodo storico, cogliere l’occasione della crisi di governo e della necessaria ripartenza economica, sociale e culturale per ridefinire la Sinistra, conservando i suoi valori fondamentali e determinanti, ma adattandola alle esigenze del mondo contemporaneo, con coraggio e, talvolta, anticonformismo. Io credo sia necessario partire dal concetto di tecnica e di tecnologia, tenendo conto della necessità della supremazia dell’Umanesimo su quelle e non il contrario. Quando parlo di Umanesimo parlo di cultura, di sapienza, di saggezza, di arte, di filosofia, di capacità critica, selettiva, visionaria, costruttiva, inclusiva e favorevole per chiunque.

Dunque, non permettiamo che persista la volgare ironia berlusconiana sui comunisti, perché lo sappiamo anche noi che il mondo è cambiato e che la proprietà privata è ambizione comune. Piuttosto, ricostruiamola, con impegno, dedizione e visione, la nuova, moderna e sana Sinistra.

By Eleonora Biscola

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